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Stage Aggionamento Tecnici - Salsomaggiore 7-8 marzo 2015

Il 7-8 Marzo 2015 a Salsomaggiore Terme, si è svolto lo stage nazionale di aggiornamento tecnico per Maestri e Istruttori F.I.K.T.A. (Federazione Italiana Karate ed Affini).

Nella prima delle due giornate di allenamento, il Maestro Hiroshi Shirai ha esordito riportando l’attenzione sull’importanza di ritornare ad ascoltare gli insegnamenti come se fossimo al primo giorno di allenamento, tornando alla pratica fondamentale, senza dare nulla per scontato e senza ripetere alcun gesto con sufficienza è possibile andare avanti nel proprio percorso di miglioramento. 

Se da una parte, come ha puntualizzato il Maestro Koso in chiusura della prima giornata, per un Maestro o Istruttore “trasmettere è la cosa più importante”, dall’altra il praticante deve avere il coraggio di affrontare la pratica come se fosse al primo giorno di allenamento. 

Per il Maestro Shirai questo “ritornare indietro” significa analizzarsi approfonditamente, portare la propria attenzione su ogni singola tecnica o movimento, anche la più semplice, questa analisi consente al praticante di individuare i propri errori, che deve poi correggere immediatamente per potersi migliorare, non dimenticandosi dei propri punti critici, ai quali dovrà prestare maggior attenzione. 

Tutto ciò è specialmente importante per i Tecnici, perché loro sono i primi a dover dimostrare un’esecuzione corretta, in modo di trasmetterla in maniera impeccabile ai loro allievi.

I due giorni di allenamento si sono svolti con la pratica delle applicazioni dei kata (Heian, Tekki Shodan e Kanku Dai) e con la pratica di combinazione di tecniche fondamentali, lavorando sempre in coppia con compagno di allenamento (che deve essere ben presente con l’energia e lo spirito anche quando “assiste” all’esecuzione del partner). 

Questo lavoro a coppie è importante per trasformare la forma del kata in un combattimento, ma affinché l’efficacia sia massima, i praticanti devono porre l’attenzione sull’assoluta precisione della tecnica. 

Per questo motivo il Maestro Shirai ha deciso di proporre ai Tecnici gli Appo Bunkai di kata elementari quali gli Heian. Questo ha consentito loro di studiare la precisione del singolo colpo più che concentrarsi sull’esecuzione di tecniche complicate. 

Un esempio concreto riguarda l’impatto di ura-tsuki, questa tecnica intuitivamente semplice nasconde dettagli che ne moltiplicano l’efficacia. La perpendicolarità del corpo dell’attaccante dà la stabilità necessaria, ma è altrettanto importante che questi conosca la zona d’impatto del suo pugno e la postura dell’avversario. La tecnica avrà la massima efficacia solo se l’angolo tra le sue nocche e il tronco dell’avversario è di 90 gradi e se è indirizzata in un punto vitale, con quest’approccio, a cominciare dal saluto, bisogna affrontare l’applicazione dei Kata Bunkai

Lo studio delle tecniche e dei kata Heian deve essere precisa, secondo i fondamentali. 

Questo è il nostro Karate: fondamentale, preciso, perfetto, bello e unico, in quanto tale diventa arte, ovvero "Karate-Do" (via del miglioramento). 

Durante l’intervento del Maestro Koso questo concetto è stato rafforzato citando il poeta Nitobe Inazo il quale nel suo libro Bushido diceva “chigyo go itsu”, (quello che s’impara dalla pratica diventa il proprio modo di fare). 

Il Maestro Koso ha proseguito richiamando l’attenzione dei presenti sulla profondità dei “Dieci Fondamenti del Maestro Shirai”, considerandoli un insieme e non una sequenza di singole regole, con questo insieme di regole, possiamo mettere in armonia il nostro cuore, contribuendo così, con il nostro comportamento ad una società migliore. 

In chiusura di Stage, il Maestro Shirai ha evidenziato che solo praticando in questo modo, al termine di ogni allenamento saremo contenti e soddisfatti di quanto fatto. La “tensione” verso la perfezione della tecnica fondamentale ci porterà inevitabilmente verso la crescita e verso nuovi obiettivi. 

La ripartenza è sempre dalle fondamenta, dal primo giorno di pratica, lo studio preciso della tecnica fondamentale per dimostrare la massima efficacia tramite l’applicazione, che in questo modo, non diventa un puro esercizio asettico ma un combattimento vivo e reale , cioè "Karate-Do". 


Istruttori Shotokan Ryu